— È storia greca, somarone!

— Ma fatemi il piacere!...

— Troia era una città della Frigia...

— Sta zitto, ignorante!...


Presentiamo alcuni fra i sozii della Compagnia del Bigarone.

Ecco Giovanni Magnani, detto e' Bìgul, per una sua famosa scommessa. Si era mangiato, costui, per punto d'onore, due chilogrammi di spaghetti al sugo. Aveva vinto la scommessa ma era andato sul punto di morte. A riprova del suo valore gli era rimasto il nomignolo di e' Bìgul. Aveva costui un altro singolare costume quando voleva accelerare il ricambio, entrava nel Duomo «in un'ora postuma», come diceva lui; si toglieva riverentemente il cappello, sceglieva l'angolo più buio e, addossatosi a una polita colonna, e appoggiato il ventre ignudo al freddo marmo, così restava finchè non avesse ottenuto lo scopo prefissosi. Usciva poi a furia, per l'esuberanza del beneficio.

Ecco Egisto Candiani detto l'Uccellaccio, l'Uslazz.

Questo bel tipo possedeva un grande omnibus. Una volta, d'estate, attaccativi due cavalli, se ne andò in Piazza e, fatto sapere che avrebbe condotto gratis al mare tutti coloro che vi fossero saliti, empì in un battibaleno il vecchio arnese.

Eccoli in via. Un bel chiaro, un bel sole, i cavalli se ne andavano come il vento. E l'Uccellaccio a domandare agli ospiti suoi: