— Quando allora?
— Non so.
— Mignon, non spingetemi alla disperazione!
— Non posso dirvi quando. Aspettate una mia lettera.
— Una vostra lettera?... Non arriverà mai!
— Se non mi credete non ho niente da aggiungere.
E, tolta la mano dalla stretta di quelle di lui, gli volse le spalle e se ne andò.
Per qualche istante il povero Cavaliere ristette a guardare la porta dietro la quale ella era scomparsa, poi riprese la strada piano piano: la testa bassa e le mani dietro le reni.
Quando fu solo nella notte e ben lontano, si appoggiò a un muro, in un vicolo solitario e, nascosta la faccia, incominciò a singhiozzare.