OLÀ!!!
FERMI TUTTI
QUI NON SI FANNO CHIACCHIERE!
QUI SI POSSONO AVERE
SETTE VITELLE E QUATTRO BUOI
PER SOLI DUE SOLDI!

Ma intanto, facendo ridere la gente, Tempestoni arrivava al traguardo. I biglietti della lotteria andavano a ruba.

Nello stesso tempo il Teatro Comunale era sottosopra. Il signor Asdrubale lo aveva riempito di operai e vi compariva venti volte al giorno. Egli si era fatto una cultura speciale intorno ai Golfi Mistici e voleva che i lavori fossero condotti sui suoi disegni e sulle sue particolari vedute. A chi gli faceva qualche osservazione usava rispondere invariabilmente:

Mo' cosa vuoi capir te! Ne hai mai fatto dei Golfi Mistici?... No?... E allora sta zitto. Cosa c'è da ridere? È un Golfo o non è un Golfo questo?... Sentirai quando ci suonano, brutto asinone! Ti viene su la musica come dal buco del fonografo!...

E così battagliava da mane a sera, non mai stanco, non mai avvilito, non mai vinto dalle risa e dalle acerbe critiche dei concittadini suoi. Asdrubale Tempestoni era uomo tale che, quando aveva preso una via, la morte sola avrebbe potuto fermarlo. E le sue imprese straordinarie gli andavano sempre bene appunto per tale testardaggine. E le idee gli turbinavano in testa senza posa.

Una notte fece stampigliare tutti i marciapiedi e tutti i muri della Città del Capricorno con le seguenti parole:

SPADARELLA LA GRANDE STELLA

Un'altra volta fece prendere, sempre di notte, tutti i cani e tutti i gatti randagi che trovò, e stampigliò i cani e i gatti col nome della piccola bella dal soave giardino. Quando fu giorno, si vide, ad esempio, una frotta di marmocchi inseguire una cagna nera che recava sul dorso, in grandi caratteri rossi, il nome di

SPADARELLA

E questo nome diventò in pochi giorni celeberrimo. Ma dietro Spadarella era la lotteria e la lotteria non era da meno di Spadarella. Bisognava elevare alla stessa grida e l'una e l'altra; adeguarle nella curiosità e nell'attenzione della gente.