Il maestro Riva disse sonoramente:
— L'anima di questo garibaldino rimarrà nei cieli eroici del pensiero.
E Coriolano non capiva più niente. Rantolava nella gran pena di non poter finire. Ad un tratto si riscosse ed aprì gli occhi. Proli gli si chinò sopra e lo chiamò:
— Zio? Zio?
Coriolano aveva lo sguardo vuoto di coloro che son già nella tenebra eterna.
— Zio, c'è qui Mostardo...
— Mostardo...
— Sì, sì, Mostardo! È qui... guardalo è qui!
— Mostardo... — balbettò Coriolano; — Mostardo...
Allora il Cavaliere si levò e si chinò a sua volta sul trapassante. Questi ebbe un bagliore negli occhi, subito spento, ma non potè mettere insieme una parola in più. Solo si dette a brancolare a brancolare finchè non ebbe trovato una mano di Mostardo; la prese, la trasse a sè e continuò cercando la mano di Proli che, del resto, era già pronta.