Una sera si dette a passeggiare per una strada dalla quale doveva passare Paolo Corani. Quando Paolo Corani spuntò, non appena vide Mostardo tentò fuggire. Non gli fu possibile. Il Cavaliere gli fu sopra, lo prese per un braccio e lo attanagliò tanto forte da stroncargli l'ossa.
— Mi fate male!... Lasciatemi stare!...
— Vorresti che ti facessi bene?
— Cosa volete da me?
— Tu non sei degno di stare al mondo!
Poi non disse altro, se lo mise sotto e lo lasciò con quattro costole rotte. Lo lasciò che si rotolava gridando in mezzo alla strada.
Non gli fece pena. Aveva avuto ciò che si meritava e Spadarella era vendicata.
Ancora, un'altra volta, si appostò vicino a una chiesa e aspettò.
Ecco don Palotta, sorridente e paffuto.
— Una parola, reverendo.