— Che cos'è stato? — rispose tranquillamente, asciugandosi il cranio col fazzoletto:

— Una lacrima della democrazia!


Alla libertà provvisoria seguì l'assoluzione del Cavalier Mostardo che fu portato in trionfo dal popolo festante.

Certo un nuovo sole sarebbe nato per l'eroe nostro se Ninon Fauvétte non fosse partita senza neppure lasciargli un addio.

Durante la prigionia di lui, la bella infedele aveva preso il volo alla chetichella.

Era ritornata nell'ignoto dal quale era sorta un giorno, per gioia e disperazione del nostro Mostardo.

Ormai la Città del Capricorno era un luogo squallido e desolato per il povero eroe ed egli non ci si poteva più vedere.

Un giorno decise di seguir Spadarella. Ella aveva una scrittura per Milano: sarebbe andato a Milano con lei e Spina Rosa.

Ora, prima di partire, volle mettere a posto alcune cose che non poteva lasciare dietro di sè incompiute.