Giunse Rigaglia con la vettura.

— Dov'è il padrone?

— Viene.

Non tardò molto. Quando comparve sulla soglia aveva la faccia rasserenata.

— Adesso possiamo andar via.

Rigaglia non chiuse la porta se non quando li vide svoltare in fondo alla strada.

Allora tirò un sospiro di liberazione e si diresse al cortile.

Tok-tok... tok-tok...

Si fermò all'improvviso. Che cosa vedevano mai gli occhi suoi?

Lungo disteso in mezzo al cortile, sobbalzante ancora negli ultimi spasimi dell'agonia era il gallo Francesco, il suo bel gallo, l'amore dell'alba e della luna piena.