Rigaglia si guardava gli scarponi.
Tok-tok... tok-tok...
E seguiva la comitiva: la testa bassa e le mani annodate dietro le reni.
Quando furono sulla porta, il Cavalier Mostardo disse a Rigaglia:
— Valà, va a prendere una vettura.
Si fermarono ad aspettare sulla strada. Tramontavano le ultime stelle.
Qualcuno chiamava l'alba dal cortile.
Il Cavalier Mostardo ebbe un scatto nervoso e rientrò dicendo:
— Aspettatemi un momento. Torno subito.