— Il Grande Partito Liberale?... E dove è quest'araba fenice?... Dove e come vive?... Quali i suoi capi e i suoi programmi categorici e gli adattamenti alle quotidiane contingenze?... La borghesia non ha più partito. È una massa incosciente che non vede il suo bene se non nel traffico e nelle crescenti ricchezze. Non c'è un vero e proprio partito liberale come non c'è un'anima nella borghesia!...

— Bene!... — fece il Cavalier Mostardo — e incrociò le braccia sulla tavola.

— Appunto perchè è privo di contenuto — replicò il Suasia — va cercando chi possa dargliene uno!...

— E tu credi che i nazionalisti?...

— I nazionalisti, dopo tutto, sono giovani e battaglieri.

— Ma che cosa possono costruire di solido?

— D'accordo! Niente di solido. Ma sono un eccitante all'ultima senilità del partito.

— Fanno una impalcatura di sciocche parole per tesservi una coscienza nazionale! — esclamò l'ingegnere Fias.

— Riprendono il vecchio tema patriottico per le loro colascionate! — gridò Ildebrando Sgargi.

— Colascionate!... Benone!... — tuonò Mostardo. E, a voce più spenta, rivolgendosi al vicino soggiunse: — Dice bene!...