— Bucalosso non ha niente a che fare con me! — ribattè Mostardo.

E i discorsi imbastardirono dalla loro prima purezza. E bello fu il ridere, come il ragionare di donne e di vergini. La città del Capricorno fu corsa ne' suoi chiusi e mai non fu visto, con la fantasia, maggior corteo di bellezze intorno a una tavola di prodi.


Dopo la mezzanotte rimasero in tre; l'onorevole, l'avvocato Suasia e lui, il poliorcète.

— Andiamo nel mio studio — disse l'onorevole.

Si chiusero nello studio e sedettero intorno alla scrivania.

— Dunque — disse l'onorevole — il fato è compiuto. L'inevitabile scissione ci ha condotti alle conseguenze estreme. Non dovremo più subire imposizioni di sorta.

— Era tempo! — mormorò Suasia.

— La nuova Camera di lavoro funziona perfettamente. Non abbiamo una defezione. Però la guerra si annuncia asprissima.

— La sopporteremo — fece Suasia. — La Agraria è con noi.