Il gigante si fermò sulla porta come un fanciullo contento, che ride. Ella correva nel giardino. Una nube attraverso alle foglie.
Sentì i baci di Spadarella e le sue braccia che gli cingevano il collo.
— Dove sei stata?
— Ero nella strada. Aspettavo Spina Rosa. E tu zio?... Rimani con noi?... Pranzi con noi?...
— Ne parleremo.
— Hai molto da fare, zio?...
Egli non era veramente nè zio nè parente di lei, ma l'affetto aveva creata la parentela e il piccolo nome dolce. Perchè Mostardo tramutava vicino alla piccola, ed era solamente Giovanni: un Casadei fra i tanti nati da nessuno.
La sua Romagna battagliera, eccessiva, strepitosa si rifugiava fra le cose serie, svaniva per un piccolo lume. Egli doventava un uomo con la sua bambina: lo zio Giovanni!
— Vuoi una tazza di caffè, zio?