Il mare è ricco di meduse. Paiono sugheri galleggianti.

A bordo si legge, si riposa. Si intravvede in fondo in fondo l’angustissima gola del Canale di Corinto.

Ci avviciniamo a poco a poco. Un vento caldissimo ci investe discendendo dagli infocati ed aridi piani della Tessaglia.

Giunge il vaporetto che deve rimorchiarci attraverso il canale.

Alcuni contadini in fustanella sogguardano dalle rive.

Il vapore procede lentissimo. Ci troviamo chiusi fra due alte pareti a picco. Si respira a disagio; la luce acceca.

Un lento volo di corvi ci precede.

Amare verità.

Il prete armeno, proveniente da Roma e diretto ad Angora, mi si è avvicinato e, rassicurato dalla mia nazionalità, ha dato la stura alle sue confidenze.