Bengasi. — Nel villaggio dei neri.
Bengasi. — Nel villaggio dei neri.
Non mi attendevo una visione simile e ne ho avuto un invincibile brivido di orrore, proveniente non già dalla visione di un morto, che troppe volte nella mia vita randagia mi sono trovato di fronte alla morte, ma dal rito macabro, ma da quella esposizione indifferente e inesplicabile!
Vedendo l’assoluta noncuranza dei passanti, che neppure si toccavano il cappello di fronte alla maschera tragica della morte, mi sono accusato di soverchia impressionabilità. Un giorno o l’altro tutti dobbiamo essere così, — mi sono detto —; conviene abituarsi a ciò.
So che la costumanza fu imposta ai greci dai turchi quando i primi fingevano un funerale e riempivano il feretro di armi e di munizioni; ora però, nella libera Grecia, nel paese solare per eccellenza, non dovrebbe sussistere tale uso, che non ha più ragione.
Qualunque cosa si possa opporre, resta sempre il fatto che è un inutile e ripugnante spettacolo di cinismo.