“Voi potete, durante la notte del digiuno, accostarvi alle vostre spose. Esse sono la veste vostra e voi siete la loro. Dio sapeva che, a questo proposito, avevate trasgredito al suo comandamento. Egli vi ha guardato benevolmente; vi ha perdonato....„
“Potrete bere e mangiare fino all’ora in cui vi riuscirà distinguere, alla chiarità del giorno, un filo bianco da un filo nero. In seguito digiunate fino alla notte....„
Il gran negro che rema vigorosamente, seduto verso la poppa del battello, mi guarda sorridendo.
— Tu non digiunare.... — mi dice; e la sua bocca, quando parla, si apre come quella di un coccodrillo.
— No — gli rispondo.
— Tu essere porco! — risponde garbamente. — Tu brugiare inferni!... Tu malate pesta critare cane!... Infitèli saltare inferni; non morire, saltare sempri giorni, notta! Me, ciartini piratisi!...
E ride e ripete beato:
— Me, ciartini piratisi!
E sarebbe davvero un gran torto, poveretto, se non dovesse trovare, valicando la gran soglia, il giardino paradisiaco che lo fa tanto gaio.