La morte lo aveva colto lungo il cammino ed era giusto.

Egli aveva reso l’anima sotto alle stelle che gli avevano segnata la prima via dell’esilio.


Tale era il vecchio congiunto che riempì della sua immagine la mia infanzia e la mia giovinezza prima. Le vicissitudini della vita, il dolore, la tristezza di un sogno senza compimento me lo elessero fratello.

Ora ho voluto ch’egli riviva qui, a capo di un libro che mutamente ispirò.

Firenze, ottobre 1910.

ALLE SOGLIE DELL’ORIENTE.

“.... Giardini incantevoli che il Misericordioso ha promesso a’ suoi servitori per consolarli nel loro esilio....„

Il Corano. Cap. XXI. v. 62.