Nessuno l’ha veduta quand’ella ha sorriso; nessuno l’ha veduta quando ha inchinato il mento al seno.

C’era una sola stella sopra le bianche cube di Melassìn.

L’Eternità.

Nel centro dell’Africa, in una parte remota e solitaria sorge una grande montagna, nera come la notte, dura come il diamante. Un cavallo lanciato al galoppo non potrebbe compierne il giro se non in due ore e a un uomo saldo occorrerebbero quattro ore per dominarne la cima.

Ogni mille anni un uccelletto esiguo giunge alla montagna nera ad affilarsi il becco.... ogni mille anni.

Ora sappi che quand’egli avrà consumata tutta la montagna, solo allora e non prima sarà trascorso il primo attimo dell’eternità.

Tutto, al mondo, si consuma. Iddio è eterno. —

Questo raccontano i saggi agli uomini del deserto.

La Casa abbandonata.

Ho visitata una casa abbandonata; un antico palazzo arabo comprato da un cristiano, consacrato al culto cristiano, deturpato da mani cristiane per il futile motivo che mani cristiane lo avevano eretto qualche centinaio d’anni fa quando i corsari saraceni battevano il mare e traevano schiavi gli uomini delle nostre spiagge.