Tunisi. — Vecchia porta.

Tunisi. — Palazzo d’un ricco signore arabo con balcone e finestre protette con Misciarabia per nascondere le donne.

Ecco ciò che era scritto su la carta stinta:

Carissimo Fratello,

Mosca, 4 ottobre 1812.

Qual possa essere il motivo che mi vedo privo di riscontro non so immaginarlo. Posibile che tutti si siano concertati per lasciarmi nella dura credulità di non più vivere alla memoria de’ Parenti ed Amici?

Per me la Patria mi è troppo Cara per avere ad ogni istante Presente un Cielo che le sole Divinità dovrebbero ingiornarvi; Felici quelli che privi del desiderio di gloria non abbandonano un sì bel Terreno; Ma felice io pure se divenuto io sono parte di quelli che conquistarono, distrussero una Potenza la di cui influenza facea temere il Continente. Un dì l’Italia potrà vantar molto guereggiando unita per ora con la gran Nazione, e così dettare un giorno Legge a quelli che osassero insultare il Regno nostro.