Mosca, una delle prime capitali, più non esiste. Al nostro entrarvi le disposizioni erano date da quel Governatore perchè fosse incendiata.
Più di 400,000 abitanti fuggirono ed ora è Deserta. Poche Case e pochi miserabili vi restano. Bellezza e Ricchezza furono distrutte dalle fiamme. Chi non vide l’incendio di questa città vantar non può di conoscere Miserie.
Percorsi nei primi giorni le Strade a Cavallo, e posso dire più volte traversai il fuoco, ma dovetti fuggirmene commosso dalla pietà. Che orrore, che Disperazione. Due Mille forzati furono posti in Libertà con ordine di Incendiare la Città. Sei Cento e più furono presi sul fatto e fucilati. Ora l’ordine è ristabilito. Lo vuole Napoleone e lo sarà. Ma il vivere come? Noi ci facciamo provigione di Cavoli e Pomi di terra persuasi di qui restare l’Inverno, ma chi lo sa! Napoleone è con noi, non v’è da dubitar di gloria!
Per ora il fuoco ci ha procurate qualche poco di Bottiglie, Zuccaro, Caffè, Farina; per vestirsi e Calzarsi; ma il tutto è al Deser, e ciò per l’Ufficiale che col soldo cel procurò. Non si teme nulla. Sembra che si attenda il gran Ghiaccio per forse passare a Pietroburgo, che forse questo avrà pure la sorte di Mosca.
Si parla molto che Alessandro sia stato graziosamente strozzato. Il Cielo lo voglia purchè mi portasse di rientrare in Patria.
Caro Fratello, il primo scopo dell’ardente mio desiderio di rivedere il mio Paese è per darvi prova maggiore di mia affezione. Vi giuro che mi pesa il non potervi essere per ora di alcuna utilità. Ora posso assicurarvi che non è il mio stato dei più brillanti. Siamo arretrati di quattro mesi. La Campagna di Mosca mi costa più di 200 zecchini. Quel che è peggio che si minaccia il pagamento in Carta.
Presentate i miei saluti all’Intendente ed a Cristoforo al quale direte che male corrisponde alle mie premure.
Rammentatemi agli amici e voi credetimi di Cuore
Il Fratello Giovanni.
Mio nonno materno si chiamava Sante. Aveva la folta barba tutta quanta bianca. Parlava poco, fumava molto; fumava una gran pipa dalla quale usciva un fumo acre che mi faceva tossire; eppure poco mi importava di ciò quando si trattava di far parlare nonno Sante. Ma era difficile. Egli solo poteva chiarire i miei dubbi ricordando tuttavia, benchè fosse fanciullo in quel tempo, suo zio Giovanni prima che raggiungesse la Grande Armata.