“Uno storico romano ci dice che si poteva andare da Hadrumetum a Cartagine all’ombra della città e dei giardini. Tale strada meravigliosa attraversava in tutta la sua lunghezza l’Enfida.
Sfax. — Donne in un cimitero arabo.
“Le rovine delle città, delle fortezze, dei ponti, delle ville, delle tombe, delle cisterne, le innumerevoli rovine che ricoprono detto territorio ci attestano della veridicità delle parole dello storico. Diciassette città con una popolazione di non meno di diecimila abitanti sono state ricostituite con le vestige sparse per il territorio dell’Enfida e con l’aiuto degli antichi autori che ne fanno menzione.
“Citeremo la cittadella di Battaria in mezzo alle montagne; Ulisipena col suo acquedotto che raccoglieva le acque di El-Garci; Grassum nella quale si rifugiò Belisario dopo aver vinto i Vandali chiamati dal patrizio Gregorio; Thac ricca di torri e di fortezze; Sedjermès nella quale si trovano tuttavia gli avanzi di un tempio pagano, di una basilica bisantina, la facciata del pretorio, un teatro, un tempio cristiano ed altre innumerevoli costruzioni delle quali non restano che fregi, capitelli, colonne infrante, architravi scolpiti e ammassi di bianche pietre ricoperte dal lentisco o dagli olivi; Upenna con le sue strane epigrafi; Mediocera, chiamata oggi Ain-M’deker con le sue belle tombe romane; Aphrodisium, la città di Venere (gli Arabi la ribattezzarono Sidi-Khalifat) che mostra tuttavia gli avanzi del suo tempio magnifico e del suo arco di trionfo, dorato da secoli di sole.„
L’Enfida non è che un’immensa necropoli; una terra magnifica depredata già da barbare turbe, devastata dalla cieca bestialità di una razza feroce uscita dal deserto come le cavallette.
Kairuan.
È la città araba per eccellenza, è la storia araba scritta dopo il passaggio dei Vandali, coi resti della storia fenicia, romana, bisantina.
Sorge in un’immensa pianura. I colli remoti s’intravvedono appena sul terso cielo.