Oltre Lempta si attraversano i villaggi di Saiada, Kasser Hellal e Moknin per giungere a Tebulba, centro di una terra fecondissima ricca di selve di aranci e di mandarini.

A Tebulba segue Bekalta ed è dopo tale villaggio, su la sinistra della strada che conduce a Mahdia, che si trovano le rovine di Thapsus.

Sono abbandonate, nessuna cosa viva sorge intorno; dormono nel loro silenzio.

Sotto le mura dell’antica città della quale non restano che pochi ruderi fra le sterpaglie Cesare vinse Scipione.

Presso il capo Dimas si osservano ancora i resti di una diga in muratura che si avanzava per buon tratto nel mare.

Enfida.

L’Enfida è un immenso dominio agricolo, fertilissimo; è uno dei centri più ricchi della Tunisia. Ne ho un ricordo dolce di luce e di verde. Fu rinomatissima fino dall’antichità.

“Le innumerevoli rovine romane che si incontrano ad ogni passo testimoniano dell’antica prosperità di questo suolo.

“La Tunisia è, in realtà, la terra dei ricordi romani e bisantini. La dolcezza del clima, la fertilità del suolo, la vicinanza della Sicilia o della Grecia avevano determinato un grande movimento di colonizzazione verso le due provincie romane Lengitana e Byzacena che corrispondono alla Tunisia moderna.

“L’Enfida rappresenta la parte più ricca della Byzacena, che ebbe già il nome di granaio di Roma.