— Sempre.

— Non ti muovi mai?

— Mai! Non posso muovermi.

— Ma non hai figli, non hai nipoti al mondo?

— Nessuno.

— E come vivi?

— Aspetto.

— Chi ti aiuta?

Robbi! (Iddio!)

Poi tacque. Il grave viso di asceta, indurito alla singolar prova della terribile vita non ebbe alcun segno di commozione. S’io me ne fossi andato senza domandar più, mi avrebbe lasciato partire indifferentemente. Non chiedeva, aspettava. Ed era nascosto in fondo a un cortile, fuori dalla vista dei passanti. Aveva a portata di mano una latta di petrolio piena d’acqua; poi, sparse intorno per la nicchia, alcune scatole di latta, una scodella e un cucchiaio. Tutto ciò era sudicio, immondo ed era l’unico suo bene. La grande vecchiezza gli aveva tolto le forze ma non l’intelletto. Egli non poteva muovere un passo fuor dalla nicchia ma poteva avere l’esatta nozione di tutta la sua miseria. E non si lamentava. Abbandonato da tutti, esposto all’acqua ed al sole, tormentato dal freddo e dalla canicola, non essendo sicuro di poter saziare la fame tutti i giorni, condannato ad una solitudine taciturna di fronte allo spettro della morte imminente aspettava tranquillo e sereno l’ultimo suo giorno. L’islamismo è una negazione ed una forza. Distrugge e supera. Distrugge ogni energia di azione ma supera il dolore.