Questi non si scompose, la sua faccia gioviale non ebbe un sol guizzo. Disse in tono placido:
— Sei venuta a farmi compagnia, Gilda?
La Gilda, senza mutar volto, come fosse irrigidita, mormorò:
— Imbroglione!...
Allora Ceccon dall’Orto si rivolse a Carlotta che si scandalizzava e riprese:
— La Gilda non si sente bene, forse! Hai fatto il brodo questa sera?
— Sì, padrone!
— Be’, apparecchia per due.
E siccome padron Cecco non disse altro, ogni conversare finì. Rimasero di fronte e l’una pareva volesse distruggere l’altro solo col fiammeggiare degli occhi suoi fissi. Aveva puntato i cubiti su la tavola e si stringeva la faccia fra le palme.
Padron Cecco riprese l’ordine de’ suoi pensieri e nulla perse della sua tranquillità giuliva; ma quando Carlotta si fece alla tavola con una scodella e la pose innanzi alla Gilda, questa si levò di scatto, scaraventò l’arnese in mezzo alla stanza e riprese la via dell’uscio.