Allora padron Serafino si rivolse, levò la mano chiusa con l’indice teso e incominciò:

— Stammi a sentire, moglie....

Ma in quel che era per catechizzare la recalcitrante compagna, ecco aprirsi la porta ed entrare i tre norcini. Il capomaestro, magro e brucato come l’erbaio delle capre, si fece innanzi e disse:

— Siamo venuti.

Padron Serafino lo sbirciò in tralicio.

— Siete venuti?... O che l’alba spunta alle nove di sera quest’oggi?

E il capomaestro:

— Abbiamo pensato che ne avevate tre, padrone; e siccome si voleva fare il nostro lavoro a modo, e posdomani siamo impegnati, si lavorerà tutta la notte.

Padron Serafino guardò involontariamente la donna sua, ma questa gli volse le spalle grugnendo ed uscì.

— Sta bene, — disse il grosso fattore, e si fregò le mani. — Sta bene. Allora all’opera!