— Ebbene?...
— Parlerai con la mamma!
— Non volete?
Fu un grido. In quell’istante rientrava la signora Viani. Si fermò stupita, domandò:
— Che cosa è stato?...
Capì a un’occhiata del marito e ricominciò la petulante solfa. Anna ne era stordita. Salì alla sua stanza, affranta. Incominciava a intravvedere la verità. Di un subito fu colta da uno scoramento tale che si lasciò andare su di una sedia senza dir parola, tutta abbandonata all’angosciosa tristezza. Le lacrime le scendevano a coppie per la faccia impallidita. La signora Viani finse di non accorgersi nè del pianto nè dell’improvvisa tristezza della figliuola: continuò a parlare, sempre più animata, e a moltiplicare le sue tenerezze intempestive.
Anna tacque ancóra; poi si rizzò di scatto e domandò, ferma:
— Mamma, dimmi la verità!
La signora Viani si fermò a mezzo la stanza, si rivolse e domandò stupita:
— Quale verità?