— Tu vuoi vedermi morta!

— Non dire cose insensate, mamma!

Ma la piccola madre aveva trovato il tasto opportuno ed insistè su quello come l’unico che potesse torla d’imbarazzo con onore e farle riacquistare il terreno perduto.

— Sì.... vuoi vedermi morta!... È meglio ch’io muoia!... Tanto sono inutile.... non servo a niente.... non faccio che far del male!...

E si abbattè su di una sedia singhiozzando follemente; convulsa, stravolta, convinta di destare pietà.

E la pietà giunse con la sua faccia spaurita, e attanagliò il core della giovinetta.

L’anima generosa ed ingenua della nuova creatura, non resse al dolore della madre e si piegò affranta verso di lei. Mormorò parole di scusa, si umiliò. La piccola madre intese così quanto fosse opportuno il suo còmpito di vittima e da quel giorno tanto parve malata ed esausta da destare in tutti il convincimento ch’ella fosse presso a morire.

Tutto il parentame si allarmò; la voce corse di casa in casa per la piccola città accigliata. Fu detto che la santa donna se ne andava perchè Iddio chiama più presto i buoni presso di sè; le regalarono una malattia nuova ogni giorno e la pallida vittima vestì da quel tempo le gramaglie e più non le tolse. Anche si parlò sommessamente di Anna.

Qualcuno disse:

— È una testa romantica!