La casipola di Marióla aveva inchiodato a sommo dell’uscio un crocifisso nero, messo là da tempi immemorabili, tanto che Mariòla ricordava di aver sentito dire dal suo uomo che la famiglia dei Travelli l’aveva trovato tale e quale quando era discesa dai monti al nuovo podere. Be’, che fastidio dava?... Non lo potevano lasciare al suo posto?... Nossignori!... Il suo figlio grande le aveva voluto dare anche quel dispiacere e, preso il pennato, aveva compiuto il sacrilegio. E Mariòla a raccomandarsi e il figlio a risponderle:

— State zitta, vecchia!... Una casa che si rispetta non deve avere questi segni di superstizione!

Un segno di superstizione il Signore?... Jèso!... Ma dove si andava a finire?... D’altra parte i castighi di Dio non mancavano: grandinate, colèra, guerre, ammazzamenti, rovina!... Una volta si stava meglio, c’era anche più rispetto pei vecchi!... Ma adesso chi badava ai vecchi? Non eran buoni neppur da bruciare!...

E Francesca:

Di ’e farà ’na grân vandetta!... (Iddio farà una grande vendetta!...).

E Palmina:

— Questi ragazzi crescono e, ancora non sanno dire mamma che imparano a bestemmiare!... Jèso!... Non rispettano più niente, vengono su come l’erbaccia, non vogliono osservazioni nè consigli; che cosa diventeranno?

E così ragionando giungevano alla chiesa, trovavano Costanzina su la porta del tempio, disparivano.

La cosa continuava da anni ed anni.

Ora una mattina, e il buio era anche più fitto perchè era nuvolo, una mattina queste tre vecchie avevano svoltato per la straducola che conduceva alla chiesa, e andavano di passo uguale parlucchiando, quando all’improvviso videro un’ombra ferma innanzi a loro, in mezzo alla strada. Sostarono. Lo sconosciuto disse: