— Si sogna!

E lo guardarono un poco in silenzio. Padron Veli non vedeva e non udiva; udiva solamente gli immensi stormi dei passeri voraci cinguettare, cantare, svolare in una persecuzione senza tregua, penosa, e i campi erano devastati, sotto la croce di canna coronata dal candor della brina.

Solo al quinto, al sesto grido, Maiore disse:

— Si pensa di essere nel seminato e lavora!...

Pietro e Benedetto risero e nessuno pensò più alla cosa. Padron Veli continuò nel gesto e nel grido automatico, seduto innanzi la cenere del focolare, illividito dal freddo, sperduto nell’ultima sua visione di tormento.

Ma al secondo e al terzo giorno, come il maltempo non accennava a tramutare e il vecchio a ravvedersi, Maiore disse:

— Bisogna avvertirlo che non è più nel campo!...

E Pietro e Benedetto risposero:

— Sì!

Bisognava avvertirlo e Maiore si accostò a padron Veli, gli battè una mano sulla spalla, gridò: