— È lo stesso.
Bene.
Palma non aveva bisogno di vestirsi perchè non si svestiva mai; si rizzò ed andò ad aprire la porta. Entrò un uomo; un vecchio barbuto con gli occhiali sul naso. Un par di occhiali a stanghetta, arrugginiti, e un cappellaccio di traverso.
Sedette sulla panca innanzi a una tavolaccia nera e quando fu seduto disse ancóra:
— Bene!
Palma lo guardò; il barbone incrociò le braccia sulla tavola.
— Di dove venite? — gli domandò Palma.
— Datemi da bere — rispose l’uomo.
Palma prese il suo unico boccale che era un coccio senza manico e senza beccuccio, pose innanzi all’ospite una ciotola sboccata e scomparve in cantina. Poco dopo rientrò col suo vin di nuvoli e l’ospite non si era rimosso. Aveva una faccia da ceffautte da guardarsi a stupore: o da dove discendeva nel pieno della notte quell’individuo? E dove andava e che cercava mai? Palma sentiva queste domande dentro di sè, ma le trattenne chè si investiva del suo nuovo còmpito di oste.
L’uomo bevve tutto il boccale e quando ebbe bevuto disse: