Poi un urlo fu nella casa desolata e un urlo più alto nella notte grande, chè gli anziani sopraggiungevano correndo.
Ma tutto era vano ormai. Il tragico fato dei Venchi era compiuto per l’eternità.
LA GAZZA.
Il semplicista non fece troppe parole; guardò Mezzalana, gli tastò il polso, gli rovesciò le palpebre e scrollò il capo.
— Be’, cosa dite? — mormorò Mezzalana.
— Cosa debbo dire? — rispose il semplicista.
— C’è pericolo?
— Non la vedo chiara.
— Che cosa c’è.... Un tumore?
— No, è il male della lucciola.