E tale convinzione gli si accrebbe e gli si perfezionò per quanto più tempo prese a considerarla. Definito il male, pensò al rimedio. Un rimedio doveva esservi. La sua ostinata volontà di vivere non poteva rassegnarsi all’idea dell’inguaribile; così, siccome un poco se ne intendeva di semplici, si dette a rimuginare tutte le virtù delle erbe e da un angolo occulto della sua memoria gli tornò alla mente questo: che cioè l’erba piastrella aveva la virtù di sciogliere i nodi che si formavano nel corpo degli uomini in seguito a cadute o a stregonerie. Ci voleva adunque l’erba piastrella la quale non si trovava nei campi o lungo i fossi, ma nella pineta lontana. Doveva essere raccolta di notte, durante l’interlunio perchè non perdesse le sue proprietà. In quanto all’interlunio il periodo era propizio; in quanto alla notte.... Si grattò un orecchio. A questo punto qualcuno scarpicciò dietro le sue spalle.

— Come state, Mezzalana?

Gettò un’occhiata in tralice. Era Pignòla, la sua vecchia moglie. Non le rispose.

Pignòla veniva per l’aia con un paniere.

— O Mezzalana, non mi date mente?

Mezzalana volse il viso burbero.

Quando fu vicina al marito si fermò a guardarlo da sotto in su, seria seria, col paniere infilato in un braccio, e nel paniere pigolavano una ventina di anatroccoli appena sgusciati dall’ovo.

— Che cosa volete?

— Vi ho domandato come va!

— Io non lo so! — fece Mezzalana.