— Perchè il vostro male deve avere una causa.

Maria arrossì tutta e non ebbe ardire di pronunciar parola, la vecchia vide propizio il momento e trovò maniera d’insinuarsi.

— Ditelo a me, povera bambina, io sono vecchia e vi posso consigliare; voi siete innamorata, vero?

La sua mano ripassò sui capelli della ragazza.

— Voi siete innamorata un pochino... anzi molto, ciò vi fa star male, ciò vi fa impallidire e non vi fa prender sonno.

Maria taceva sempre e sentiva un turbamento intenso non osava alzar gli occhi per tema ch’ella vi leggesse il nome di lui; ella lo aveva tanto in sè, da credere ch’egli potesse essere manifesto ad altri per un semplice suo atto.

— Eh! son cose da ragazzi, Mariuccia; e chi alla vostra età non ha avuto il damo e non ne ha sofferto? È forse lontano? Non vi ha scritto ancora? Sono dolorucci che passeranno, non ve la prendete a core, egli penserà a voi come alla Madonna santa.

La voce di Rosa la interruppe, ella gridava:

— Il fuoco! il fuoco!

Chè aveva trovato sotto alla cenere un tizzone e lo attizzava ora col fiato per farlo rivivere.