Le poche note del canto di un gallo: il rompere dell’alba e lo spengersi di una lampada.
Io udii sotto me mormorare il ruscello. Pensai: Da dove viene quest’acqua, da quali sommità, da quali vette azzurre, da quali bianchissimi mattini?
E i pioppi scesero col rio, con l’acque, alla valle; come titani alla canzone di un grillo.
Chi fece sul monte la piccola pozza, il piccolo serbatoio d’acque chiare?
Io vidi, poi ch’era l’inverno, le vene di un albero irrigidite come in sofferenza ma era la pace del sonno.