Un breve suono risponde dal fondo della stanza. La signorina dorme ancora, dorme sempre, dormirebbe come un baco da seta se la lasciassero fare; ma Toti non può aver pazienza: è la sua festa, la festa della primavera.
— Signorina, è giorno! Voglio alzarmi. —
Per quella mattina gli sarà perdonata la fretta, perchè è pur giusto ch’egli ottenga quel che vuole almeno una volta all’anno!
Miss Edith non risponde con troppa sollecitudine alla chiamata, e Toti pensa perchè mai debba essere condannato all’eterna sorveglianza di miss Edith. Papà ha parlato tante volte di signori e di signore che non possono vivere insieme per incompatibilità di carattere: ora anche fra Toti e la signorina Edith c’è la stessa incompatibilità, l’unione non è riuscita, perchè dunque li condannano a star sempre l’uno a fianco dell’altra? Anche Dorry conosce la lingua inglese e Toti l’imparerà da Dorry che è una bella bimba e non è punto noiosa.
Finalmente può levarsi; Miss Edith è giunta, ha gli occhi rossi, non parla.
— Buon giorno, signorina.
— Buonciorno.
— Quest’oggi io sono allegro.
— Ho piacere.
— È la mia festa!