Bocca-di-fiore svolta per una viottola ed abbandona i compagni. Ella è giunta alla sua casa che sorge ai piedi di un monte sul quale è un castello in rovina.
Si volge qualche volta, poi procede di corsa. Arabella e Zulù si perdono nella notte.
— Appòggiati alla mia spalla. Vuoi che ti porti?
— No.
— Ma non puoi camminare, vedi? Le forze ti vengono meno e la strada è lunga.
— Andremo adagio.
— Sia come vuoi. —
Procedono in silenzio per buon tratto. Arabella è scossa a quando a quando da un brivido freddo, si appoggia al compagno con abbandono, e socchiude gli occhi cercando difendersi così dai violenti capogiri che la colgono; ella intravede intorno a sè forme strane, e le cose che distingue assumono agli occhi suoi aspetti diversi dai consueti e tutto trascorre a volte in una rapidissima ridda tantoch’ella si sente venir meno la terra sotto i piedi, e deve soffermarsi per non cadere. Le sue mani sono fredde, mentre la fronte e le guance le si accendono di un rossore improvviso, il viso le brucia e gli occhi le si fanno più lucenti, più profondi e più ardenti nella atonia della febbre. Zulù, che la regge tutta, la sente tremare e non le parla e non l’interroga più, per paura di farle male. Anche il parlare può nuocerle; egli sa che ai malati si raccomanda il silenzio.
La guarda con infinita tenerezza. Povera Allodola sua ch’egli teneva tanto cara e per la quale avrebbe attraversato il fuoco senza temere nè il dolore nè la morte!
Egli non ha altro al mondo che quella sua dolce sorella d’amore. Si sono incontrati tante volte al lavoro pei campi e tante volte la sera, prima di andare alla ricerca di un qualsiasi luogo ove poter dormire, l’ha accompagnata fino al limite dell’aia, chè da lungo tempo una soave intimità li ha uniti. Per tale affetto l’anima di Zulù si era ingentilita. Egli andava su l’alpe a raccogliere certi fiori che piacevano ad Arabella e, al tempo delle more, si cacciava per tutti i roveti pur di portare una piccola corba, ricolma dal frutto saporoso, alla compagna sua. Lasciava i suoi doni su la finestra e fuggiva prima che Allodola li vedesse per non trovarsi poi imbarazzato.