— Si parte presto?

— Lunedì della prossima settimana.

— Andiamo al mare?

— Sì.

— E dove andiamo, a Riccione?

— Sì, a Riccione.

— Oh quanto sono contento! — esclama Toti battendo le mani. — Il mare, il mare, il mare!! —

Egli vede subitamente l’immensa distesa delle acque smeraldine, i bei colli di Riccione, il piccolo porto che raccoglie le barche dalla vela rossa, tutta la spiaggia che sembra d’oro sotto il sole estivo e si perde laggiù dove sorge un antico castello, dove i monti si spingono nel mare. La visione del viaggio, del paese, della nuova vita che lo attende, lo riempie di gioia insolita.

— Il mare, il mare, il mare!! —

Pensa al costume rosso che indosserà per prendere il bagno, ai nuovi compagni, alle nuove imprese, a tutto il sistema idraulico che apriranno fra le arene, e alle battaglie in acqua, e alle corse, alle infinite corse su le arene. L’anima sua si perde in un tumulto festoso che gli accende le guance e gli illumina i grandi occhi di vivacissimi raggi.