Zulù sbianca tutto, sbarrando gli occhi. Ecco, la stella del pastore è sorta imperando nell’ultima corona solare, rifulge sulla stanza dell’Allodola. Il destino è compìto. Allora il piccolo selvaggio si distacca dal muro, avanza lentamente fino in mezzo alla via, ascolta. Si è fatto un gran silenzio; ma subitamente un pianto dirotto si leva.
Dal petto di Zulù erompe un grido acutissimo:
— Arabella, Arabella, Arabella mia! —
Poi non ode, non vede più; liberatosi dalla stretta dei compagni si lancia su per le scale e scompare.
Toti ed Orsetto rimangono soli. Una donna esce dalla casa, e prima ancora ch’essi le abbiano mosso domanda dice loro:
— Andate, andate.... la povera Allodola è morta! —
Poi nasconde il viso fra le mani e fogge.
Dio, come rifulge la stella del pastore!
Allodola è giunta lassù.
Fra i rami delle alte betulle che si inargentano, si ode un volo di passeri impauriti.