La vecchia beghina dal nastro, si rivolge scandalizzata:
— Bella educazione! Vergognatevi! —
Nessuno le dà retta. La gente sfolla.
Suor Lucia fa levare la sua coorte per compiere la peregrinazione consueta ai vari altari prima di tornare al sole. I monelli la seguono cicalando.
Eccoli alla lapide famosa, alla lapide dell’angiolo; bisogna leggerla tutte le domeniche a edificazione e ammaestramento delle anime bambine. Eletta a tale ufficio è Adalgisa, uccelletto nidiace dalle penne arruffate.
Ella assume un tono d’occasione e si fa innanzi tutt’impettita; i compagni le si dispongono attorno. Toti e Orsetto osservano in disparte.
A pochi metri da terra, è una lapide su la quale sono incisi innumerevoli ghirigori; pare un esemplare di calligrafia.
Adalgisa con la sua vocetta stridula ne incomincia la lettura.
CHI CONOBBE TEMISTOCLE?
Pausa.