— Zitti, bambini! Siete nella casa del Signore, zitti! —
L’ammonimento di Suor Lucia ha un risultato parziale; ella si leva per correggere i più ribelli; dopo non lieve fatica riesce ad ottenere un po’ d’ordine, ma molto relativo. Rando e Celestina tirano un nastro della veste di una vecchia signora che è inginocchiata innanzi a loro. Rando pensa che quella grande cosa, per mezzo di quel sistema, possa dire — Papà — e — Mamà — come un meraviglioso fantoccio ch’egli conobbe altra volta. La prova non riesce; anzi la vecchia beghina, avvertendo l’insolita ginnastica compiuta sui suoi indumenti, si volge, fulmina di un’occhiataccia minacciosa l’impassibile filosofo e gli dice:
— Lo dirò alla tua mamma, screanzato! —
La mamma non l’ha più e la seconda parola è misteriosa.
Rando e Celestina si guardano e si stringono nelle spalle.
— Pregate con me, — sussurra Suor Lucia — avanti, pregate con me.
Tutti si volgono per ascoltare e ripetere ciò ch’ella dirà.
— Pater noster... — Celestina state ferma!... — qui es in Coelis, sanctificetur.... — Lola, vuoi smetterla di gonfiare le guancie?... — nomen tuum. Adveniat Regnum tuum. Fiat... Togliti quelle dita dal naso, Ciuffolo! Ma che cos’è?!... — Voluntas tua sicut in Coelo, et in terra. Panem nostrum quotidianum... — Rando, ripeti dunque, non senti quello che dico?... — da nobis hodie, et dimitte nobis debita nostra sicut et nos... — Zitti, che il diavolo vi porta via!... — dimittimus debitoribus nostris. Et nos non inducas in tentationem... — Miranda, non ti soffiare così il naso dinanzi a Dio!... — Sed libera nos a malo. Amen.
Tutti ad una voce concordemente e altissimamente ripetono:
— Amen. —