Fatti pochi passi si rivolge come distrattamente e sogguarda.

Suor Lucia, occupata nella sua faccenda, non se ne accorge. Ella ha allineato vicino al muro i suoi marmocchi, da una parte i maschi, dall’altra le femmine; si volgono le spalle ed imitano concordi il pispiglìo delle fontanelle.

— Marinella è allegra come te, — dice Orsetto a Toti mentre si dirigono ai prati ombreggiati dagli alti filari dei pioppi.

— E perchè la mandano da Suor Lucia?

— Perchè ogni giorno fa qualche nuova scappata. Ieri riempì d’acqua tutte le scarpe che trovò in casa. Ieri l’altro, avendo promesso alla sua bambola di farle fare un viaggio in mare, prese la tuba di suo padre e la mise nella tinozza....

— Com’è graziosa questa! — esclama Toti battendo le mani.

— Sì, è graziosa, — soggiunge Orsetto — ma la tuba era nuova e Marinella è stata al buio.

Toti pensa agli occhi severi della zia Emma ed al volto impassibile di miss Edith; egli non potrà compiere certamente un’impresa simile, però come palliativo soggiunge:

— Ma l’acqua non fa male! Non prendo il bagno, io, tutte le mattine?