— Ci aspetta da un’ora, spicciati.
— Vengo, vengo! —
Il visetto scompare, giungono dall’alto le grida festose della monella; Toti e Orsetto si volgono verso l’estremità della strada dove Suor Lucia, circondata dalla sua coorte, li attende.
Rando annusa con accigliata serietà un gran fiore di girasole, e Celestina tende il nasetto a virgola per gustare l’ipotetico profumo della girandola floreale.
— Come è bello! — esclama Celestina — Dove l’hai preso?
— Me l’ha dato Ciuffolo — risponde Rando senza levar gli occhi.
— E tu che cosa gli hai dato?
— Io gli ho dato due nòccioli di pesca e un bottone.
— Dio! — esclama Celestina giungendo le mani per significare tutta la sua ammirazione per l’abile mercato. — Hai fatto un buon baratto! —
Rando non risponde. Ciuffolo, riparato dietro le sottane di Suor Lucia, si nasconde in bocca i due nòccioli di pesca e il bottone per non cedere alle insidie di Cola che gli gira attorno e lo guarda con occhi sparvieri; le guance di Ciuffolo si gonfiano sempre più, sembrano due piccoli otri, due calotte sferiche applicate ad arte sul viso del pacifico marmocchio.