Si odono già, dalle prime selve di roveri, i canti delle calandre. La pianura pare un immenso mare azzurro, costellato di piccole gemme bianche.

Il momento si avvicina, e i tre piccoli cuori palpitano di ansia e di timore: hanno saputo che la Selva dei Gioghi, luogo fissato da Zulù per l’appuntamento, è piuttosto lontana. Bonaventura glie l’ha indicata: per giungervi conviene attraversare una piccola valle e risalire il versante opposto del monte; a mezza costa, dove sorge una piccola casa, comincia la selva. Hanno a loro disposizione poche ore perchè il sole comincia a declinare, conviene dunque affrettarsi per giungere alla mèta all’ora fissata.

Toti, Marinella e Orsetto si sono dati convegno dietro ai pagliai per sfuggire agli sguardi del prossimo importuno.

— Vogliamo partire? — chiede Orsetto.

— Sei ben sicuro che nessuno ci abbia veduto?

— Sicurissimo.

— E se Suor Lucia ci cerca?

— Chiamerà e le risponderemo; non andiamo mica in capo al mondo!

— Sai la strada?