Ed egli amava e moriva. Amava e moriva come un cenobita austero, chiuso e sepolto nella propria visione.

Si era appartato per non maledire. Lo chiamavano Pietro l’eremita, ma senza scherno. Certe figure, certi uomini s’impongono oltre ogni scetticismo per una loro forza morale che s’avverte a distanza, che è come il raggio e lo splendore.

Di lui tacevano. Nessuno osava dirne cosa che non fosse a rispetto. La malignità si ammantava di fronte al nome suo ed ogni miseria illividiva impossente. Era stato diritto come l’antenna, sempre, e nulla poteva adombrarlo: nè l’alito della moltitudine, nè la mala arte dei roditori. E i roditori sentivano in Pietro Aresu un nemico imponderabile: troppo più grande di loro e troppo lontano.

La gente amava il silenzio di quell’uomo e non avrebbe tollerato che altri lo turbasse. L’inconscia necessità della fede, negli anni in cui ogni fede dispariva, saliva a lui, senza parola. Tutti gli uomini col loro effimero nome, anche quelli che pareva non sapessero altro nel mondo se non la mensa ed il letto, sentivano ch’egli era più in alto, fra loro. Questo avveniva tacitamente. È legge che la quercia giganteggi fra gli alberi. Pietro Aresu aveva in sè e nel suo sdegno alcunchè di santo e di gigantesco. E la sua grandezza non umiliava.

*

Declinava il sole sull’orto. Quattro alberi, dietro un rosso muro, ne avevan d’oro le foglie. E il sereno era profondo.

Il vecchio Aresu guardava la terra lavorata, appoggiato alla sua vanga. Suonava vespro. Scarse nubi crocee venavano il cielo; l’accendevano di ardore e di languore. Lontanamente, fra gli alberi forti, spuntava la rossa guglia di un campanile e su quello e su gli alberi e sui muri e su tutta la campagna discendeva l’ardore ed il languore delle nubi altissime.

Una voce chiamò:

— Pietro Aresu?

Il gran vecchio si volse ed il suo volto apparve nella luce rossigna, inquadrato fra la barba bianca ed i capelli candidi. Corrugò le ciglia a guardare. Assunta Rosa giungeva per il mezzo dell’orto a gran passi. L’attese senza far parola. E quella ansava arrancando: