E in questo prodigio, i dimenticati, coloro che non erano stati intesi nella loro vecchiaia, che avevan sentito deridere la loro età, i loro ideali, i loro sacrifici respirarono; i superstiti delle cento battaglie, che avevan vissuto nel pensiero e nell’azione dei nostri due uomini maggiori: Mazzini e Garibaldi, si sentirono ringiovanire. La morta gora era superata!

Così il fato gettò un ponte di luce fra le due età lontane. Il vespero sorrise alla subita aurora.

Tutto chiuso nella sua fiera amarezza, da anni ed anni non aveva partecipato alle cose del mondo, esule volontario da una vita che era caduta in troppa miseria perchè potesse intenderla o tollerarla.

E come la sua voce sarebbe stata vana, e gli atti suoi sarebbero stati derisi dalla bruta incoscienza e dal cinismo, e dalla scettica bestialità di una gente senz’anima e senza grandezza, aveva scelto la solitudine che non s’adombra e si avvicina alla morte nel suo tranquillo silenzio.

Come una vetta aspra ed una torre per deserti si era isolato nell’anima sua sola, chiuso in sè a guisa del monte nell’ombra notturna e della terra nel mistero.

Era sorto da natura come l’albero ricco e la fonte che nulla vuole pur di traboccare in letizia. Il cielo si era rispecchiato in lui e la virtù del sole. Aveva amato per donarsi, aveva sofferto per la grandezza di un sogno. Era tuttavia di coloro che non sanno misurare la loro azione all’utile immediato; nè calcolano, nel tempo, personali vantaggi, ma sentono la vita come una gloria d’amore e di sacrificio.

E gli anni e le nuove coscienze lo avevano fatto solitario.

Viveva nella sua casa antica come il falconello su la rupe e non sapeva che l’avvicendarsi dei giorni e il trascorrere delle stagioni.

Si era fatto come le cose impassibili sotto il sole che non si smuovono nei tempi se non per morire. Ma in quel suo silenzio la passione sua si affinava, sempre giovine oltre gli anni suoi ch’eran molti, sempre viva oltre l’apparente morte di ogni sua attività mentale. Si adora Iddio come si adora la patria, e l’uno e l’altra sentono la grandezza delle anime che li elessero. Nascono e si formano di amore. Sono la morte e la vita e l’oltre. La compagine del gregge sperduto.

Conviene saper morire per il proprio sogno. Questa sola cosa è bella e profittevole sotto il sole.