Gli occhi di Assunta Rosa passarono rapidi dal pallido volto del giovine a quello del vecchio, ma la cosa che avrebbe voluto dire le si spense in gola.
— Quando verrai?
— Domani sera.
— Sta bene.
E nient’altro? si diceva Assunta Rosa; ma era tanto difficile adunque aprir le braccia ad una creatura?
Tacevano in imbarazzo. Erano sul limite dell’orto. Giovannello si guardava intorno; aveva gli occhi smarriti; era pallido un poco.
Assunta Rosa sentiva che si sarebbe inginocchiata innanzi a lui.
Ma l’altro?... l’altro?... E lo guardava e avrebbe voluto mettergli nell’anima quella sua commozione perchè si destasse, perchè parlasse a un tratto tutte le parole represse in vent’anni.
Pietro Aresu non mutava volto. Era chiuso in sè, serrato nella sua solitudine sdegnosa.
Nell’equilibrio del suo giudicare tutto era valutato con freddezza. Era vano cedere a una subita commozione per rinnovare inutilmente uno stato penoso e intollerabile.