La sua voce era così umile e dolce, tanto buona e sommessa che Giovannello non seppe rispondere.

Altri fiori erano sul canterale e, in un angolo, innanzi a un’immagine stinta, ardeva un lumicino tanto esile e pallido che pareva cercasse tutta l’ombra della stanza per non morire.

Quando gli occhi di Giovannello si volsero a quella parte, Assunta Rosa gli si accostò e piano piano, a voce tremante, che temeva non l’udisse il fratello, chiese a pena:

— Ci credi alla Madonna?

Il giovine non volle offendere quella trepida fede, quella timidezza d’amore e rispose:

— Sì!

Allora si sentì stringere forte una mano.

Se ne andarono in silenzio. Si sentivano già vicini come se gli anni della lontananza non fossero stati mai e il loro cuore colmasse in un attimo tutta la vastità del tempo; ma un turbamento era fra loro, un disagio continuo e inespresso che li faceva chinar gli occhi a quando a quando e troncava a mezzo certe parole che avrebbero voluto andar oltre ed oltre.

— Rimani a pranzo con noi?

— Il babbo parte domani!