Assunta Rosa si portò il grembiale agli occhi, ma non fiatò. Nulla era mutato! Sarebber morti così come due estranei, l’uno lontano dall’altro, come se non fossero stati dello stesso sangue, sorti da un solo ceppo, nella stessa casa! E non capiva che volesse dir ragione, di fronte all’amore. Quanto avrebbero vissuto ancora lei e Pietro Aresu? Pochi anni forse. E quando c’è la morte alla soglia dell’anima e Iddio ci aspetta per giudicarci è bene gettar via tutte le cose gravose e dimenticare anche le offese più gravi! Dopo non si rimedia più!
Giovannello si avviò muto verso l’uscita. Lo seguirono fin sulla porta. Assunta Rosa dischiuse l’uscio e si ritrasse, ma quando il giovine fu sulla soglia disse per un’estrema speranza ch’ella sapeva vana:
— Avevo preparato il desinare per quattro....
— Saremmo stati tre! — disse Pietro Aresu.
— Sì! — rispose Assunta Rosa e chinò la faccia.
C’era intorno la tensione del pianto. Evitavano di guardarsi. Solo il vecchio sentiva l’intiero dominio di sè stesso. Tese le mani al nipote.
— Allora vai!... Domani ti si aspetta!
— Non mancare! — soggiunse Assunta Rosa.
Giovannello non abbandonava la soglia, pareva non sapesse distaccarsi di là; che ancora volesse dire qualcosa.
— E se il babbo mi domanda....