Amendoli guardò intorno senza rispondere. Si fermarono. Lo stagno s’incupiva sotto le dune e aveva perso di chiarore come si erano avvicinati. Pareva una nera lastra cosparsa di fuochi verdastri, un vuoto buiore intersecato da guizzi. Si udì un fruscìo e un tonfo.

L’immobile specchio si agitò tremando, le stelle vi si deformarono. D’istinto i due giovani puntarono il fucile contro l’ombra ma altro non si udì. Le concentriche anella diradarono, morendo alle rive, lo stagno ritornò alla sua spettrale apparenza.

— Per dove si va? — domandò Amendoli.

Cartesi si volse intorno. Erano fra un angusto giro di dune in un àmbito ancor più fosco.

— Vedi i fili del telefono?

— No.

L’ansia non fece tremare l’anima loro.

— Eppure siamo passati per di qua. Non ricordi quest’acqua?

— Sì.

— Ebbene, andiamo diritto!