Ed era l’alba quando il grido passò su le trincee:
— Il Rosso, il Rosso, il Rosso!...
Dopo una notte di somma stanchezza e d’incubo, la festosità giovanile, che sempre dimentica e risorge, si scagliava incontro all’idolo suo che ritornava solo, vivo e salvo dal tetro deserto.
— Il Rosso! Il Rosso!..
— Viene e ci porta qualcosa!...
— Ci porta l’arabo cane!...
— Ci porta l’oro del Re pastore!...
La sua figura sbilenca si delineava sempre più vicina e proseguiva ferma, rigida, muta sotto il suo fardello.
— Che cos’ha su le spalle?