— Signor Capitano?

Non rispose. Chiamò ancora ma l’altro era intento al cammino terribile degli astri là dove l’anima annega.

Allora tese una mano, glie l’appoggiò su la spalla, ma lieve che non gli paresse irriverente l’atto, e si chinò a parlargli, ma adagio che non si dovesse volgere turbato.

Non si volse, non mosse quegli occhi suoi troppo larghi e la bocca era chiusa.

— Signor Capitano.... sono partiti.... la strada è sgombra.... gli altri son morti.... signor Capitano.... non si può ritornare?

Ma in quel che si levava disilluso, l’altro si chinò un poco da banda ed egli lo vide scivolar giù e cader contratto e così giacere senza più moto.

Allora si sentì scosso dalla cima dei capelli alle calcagna, si sentì smorire in un gran gelo.

Anche il Signor suo era con gli altri, nel mondo degli altri distesi intorno, oltre la notte e lo spazio ed il mondo visibile.

Ed il suo volto grottesco, per la prima volta, seppe la smorfia del pianto e pianse!

Poi spalancò la porta barricata e, chino sotto l’umano fardello, scomparve nel deserto.