S’infiammò l’aria del morire del sole che essi non eran più se non tre alle difese: il capitano, il Rosso e Giuagnu; gli altri eran morti.
Poi anche Giuagnu cadde, gridando un nome di donna, e chiuse gli occhi per sempre sotto il raggio sanguigno che penetrava a sghimbescio dalla sua feritoia.
Discese la notte e non furon che due: il capitano e l’ombra sua fedele, l’ombra ridevole dello sgorbio umano che credeva nel suo Dio.
I nemici si eran diradati, eran corsi altrove per un subito richiamo, s’eran sbandati ciabattando e urlando fra le dune. Forse si apriva, come per le stelle, una via deserta ed immensa fra la morte, una strada segnata da un bagliore nell’immensità, verso le trincee lontane.
Il Rosso si levò, non gli restavano che dieci cartucce, era ferito ad un braccio. Si levò dalla sua feritoia che tutto era silenzioso e profondato nella notte illune. Giacevan di traverso, per la stanza, i compagni suoi, senza più voce; il simulacro dell’uomo poi che l’anima era esulata.
Il Capitano non fiatava, non si muoveva. Aveva il capo appoggiato al muro, guardava lontano nell’ombra remota, oltre l’ombra, nel suo mondo di impero. Che cosa pensava? A chi parlava? Che vedeva mai nell’invisibile? E il respiro di lui era lieve come il volo della falena e gli occhi eran fissi, sbarrati, grandi come la notte e il cerchio della notte fra terra e terra. Il Rosso attese, ricaricò il fucile per produrre un suono che distogliesse l’ultimo compagno suo dal profondo silenzio, ma quello non si mosse.
Allora si inchinò a guardare per la feritoia e non vide che le stelle. Che c’era adunque oltre quei bagliori, nella vastità? Che scrutava mai in tanta tensione?
Sentiva un mistero troppo grande gravargli su l’anima; gli parve che il Signor suo più non fosse presente e si allontanasse col pensiero taciturno per le grandi vie che gli ignari non sanno.
Andava verso l’ombra, oltre l’ombra; forse penetrava in quel gran chiuso che solo valica la morte. E un senso religioso lo tenne diritto e muto innanzi a quel silenzio. L’ora trascorreva.
Poi qualcosa si rimosse e il Rosso chiamò con voce di sonno, appena appena viva, chiamò: